Convegno Rentri al Green Med di Napoli con Babilonia
Lorenzo Vaccarino – Senior Sales Advisor Guardone. Tiziana Cefis – Te.A. Consulting S.r.l. Giovanni Paone – Amministratore Unico Nica s.r.l. Mario Camasso – CEO & Founder Babilonia

Napoli, Green Med Expo & Symposium 2025


Il sistema RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti – ha compiuto i suoi primi passi. A sei mesi dall’avvio dell’operatività per il primo scaglione di imprese, al Green Med, durante il convegno – RENTRI, la nuova tracciabilità dei rifiuti, si è fatto il punto sui risultati, sulle criticità emerse e sulle prossime scadenze.

L’evento è servito per affrontare, finalmente con dati in tempo reale, l’impatto della digitalizzazione sugli operatori del settore ambientale. Ma soprattutto, per accendere i riflettori su chi rischia di rimanere indietro.

Il panel ha visto alternarsi le voci delle istituzioni, delle software house e dei consulenti, in un confronto schietto. Tra gli interventi, quello di Mario Camasso, CEO di Babilonia, ha portato al centro del dibattito una questione spesso trascurata: la difficoltà reale che le micro e piccole imprese stanno affrontando di fronte a questa transizione.

Facciamo chiarezza: chi sostiene davvero il mercato?

Mario Camasso ha messo in discussione l’approccio troppo focalizzato sui produttori di rifiuti come motore principale del sistema. «In realtà – ha sottolineato – il mercato è sostenuto dagli operatori: impianti, trasportatori, consulenti, piattaforme. Se si digitalizza solo una parte della filiera, si crea una frattura operativa che rischia di bloccare il sistema».

Il nodo non è solo tecnologico. È prima di tutto organizzativo e culturale. Il CEO di Babilonia ha fatto esempi significativi, quelli che chi lavora quotidianamente con le imprese conosce bene: «Parliamo di meccanici con un figlio in officina, aziende edili che usano ancora il metro a rullina, artigiani che scrivono i preventivi a mano. A queste persone, che rappresentano la base del tessuto produttivo italiano, stiamo chiedendo di entrare in una logica digitale che è molto più complessa della semplice fatturazione elettronica».

Tempi troppo rigidi con un impatto economico e organizzativo importante

Una delle criticità sollevate da Mario Camasso è la rigidità dei tempi: due giorni per consolidare i dati del registro, gestire i sigilli, garantire la conservazione digitale. Per un impianto medio che movimenta centinaia di formulari al giorno, questo si traduce in un forte aggravio economico e organizzativo.

«Tre dipendenti dedicati solo a questo, con un impatto medio mensile di 9.000 euro. Ma i prezzi di mercato per la gestione dei rifiuti non crescono. Dove va a finire la sostenibilità?», si è chiesto Camasso.

E ha aggiunto: «O digitalizziamo tutto e rendiamo davvero semplice il sistema, o il rischio è una tracciabilità zoppa. Serve interoperabilità vera, come nella fatturazione elettronica: un codice, una PEC, una partita IVA. E non può esserci una gestione promiscua tra cartaceo e digitale, perché genera confusione, soprattutto nei momenti operativi».

C’è bisogno di includere non solo di regolare

La transizione digitale deve essere inclusiva, sostenibile e realistica. Questo è ciò che sostiene Babilonia.

I servizi di supporto esistono, le aree demo sono state attivate, ma manca ancora una visione realistica sulle esigenze delle microimprese. «È difficile spiegare a chi non è pratico di sistemi informatici come firmare digitalmente un rifiuto. Ma se non lo facciamo, resteranno esclusi da una filiera che si digitalizza a una velocità che non possono reggere», ha detto Camasso.

Il suo intervento è stato uno dei pochi a restituire una fotografia reale delle difficoltà operative che attendono il secondo e terzo scaglione di imprese, quelle più fragili dal punto di vista digitale. E ha posto una domanda scomoda, ma necessaria: «abbiamo davvero costruito un sistema a misura d’impresa, o stiamo imponendo un obbligo senza dare gli strumenti per affrontarlo?»

Cosa ci portiamo da questo evento

Il panel ha confermato che il RENTRI è partito, funziona, e rappresenta un passo avanti verso una gestione più trasparente e tracciabile dei rifiuti. Ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità del sistema di accompagnare tutte le imprese, e non solo quelle già digitalmente strutturate.

Come ha ricordato Camasso, «l’ecologia si fa se c’è sostenibilità, anche economica. Altrimenti resta un ideale, ma non una pratica».