Un passaggio obbligato verso la digitalizzazione
Dal 16 giugno 2023 è in vigore la nuova versione dell’art. 188-bis del D.Lgs. 152/2006, modificata dal D.Lgs. 213/2022.
Una riforma destinata a trasformare in profondità il sistema di tracciabilità dei rifiuti in Italia, con un obiettivo chiaro: rendere digitale, trasparente e controllabile ogni fase della gestione dei rifiuti, dalla produzione al destino finale.
Nel 2025, il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è diventato il riferimento operativo per gran parte dei soggetti obbligati. Ma non mancano criticità, ambiguità e doppie scadenze che stanno mettendo in difficoltà soprattutto microimprese, enti locali e trasportatori.
Cosa prevede il nuovo articolo 188-bis
L’articolo 188-bis, nella sua formulazione attuale, istituisce il Registro elettronico nazionale come strumento centrale per la tracciabilità dei rifiuti.
Il sistema è gestito dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, che si avvale del supporto tecnico-operativo dell’Albo nazionale dei gestori ambientali (art. 212 del TUA).
Il testo normativo definisce la struttura del sistema, articolato in due sezioni:
- una sezione anagrafica, con le informazioni sui soggetti obbligati e le loro attività
- una sezione tracciabilità, in cui confluiscono i dati previsti dagli articoli 190 (registro di carico e scarico) e 193 (formulario identificativo)
L’articolo stabilisce inoltre che:
- l’iscrizione al RENTRI è obbligatoria per le categorie individuate con apposito decreto ministeriale
- tutti gli adempimenti legati al registro e al formulario devono essere gestiti digitalmente dai soggetti iscritti
- per alcune attività specifiche (es. Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco) sono previste procedure particolari definite con appositi atti
Inoltre, la norma consente anche l’adesione volontaria al sistema da parte di soggetti non obbligati, secondo modalità definite con decreto. Un’opportunità per chi desidera integrare i propri flussi in modo strutturato e coerente, pur non rientrando tra i soggetti soggetti agli obblighi.
Il nuovo 188-bis non descrive solo un principio generale, ma istituisce formalmente il sistema RENTRI e ne definisce le modalità operative, il campo di applicazione e i soggetti coinvolti.
Cos’è il RENTRI
Il RENTRI è il sistema informatico che consente al Ministero dell’Ambiente di:
- registrare le informazioni anagrafiche dei soggetti obbligati
- raccogliere in formato digitale i dati previsti da registro e formulario
- monitorare i flussi dei rifiuti in tempo reale
Il sistema è articolato in due sezioni:
- Anagrafica, con i dati delle imprese e degli enti iscritti
- Tracciabilità, con le informazioni relative a carico/scarico e trasporto rifiuti
Chi deve iscriversi
L’articolo 188-bis impone l’iscrizione al RENTRI a una serie di soggetti, fra cui:
- chi effettua il trattamento dei rifiuti
- produttori di rifiuti pericolosi
- trasportatori, intermediari, commercianti di rifiuti pericolosi
- consorzi per il recupero o riciclo
- produttori di rifiuti non pericolosi indicati all’art. 189, comma 3
L’iscrizione è obbligatoria e avviene esclusivamente online, tramite SPID o CNS del legale rappresentante (o di un delegato formalmente incaricato).
I decreti attuativi distinguono tra soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI e soggetti tenuti alla gestione digitale del registro e del formulario. In alcuni casi, ad esempio per trasportatori conto proprio o microimprese con rifiuti non pericolosi, sono previste modalità differenziate e tempistiche progressive.
Le novità operative
Nel 2025, tutti i soggetti iscritti al RENTRI sono tenuti a:
- utilizzare modelli digitali per il registro di carico e scarico (art. 190)
- emettere e gestire formulari in formato elettronico (art. 193)
- trasmettere periodicamente i dati alla sezione Tracciabilità
In particolare, il trasporto di rifiuti speciali pericolosi comporta l’obbligo di geolocalizzazione dei mezzi e invio automatico delle coordinate al sistema RENTRI, secondo quanto previsto dall’art. 16 del D.M. 59/2023.
I decreti attuativi
L’attuazione del nuovo articolo 188-bis si regge su una serie di provvedimenti tecnici:
- D.M. 59/2023: definizione dei modelli digitali e struttura del sistema
- Decreto direttoriale 251/2023: regole di compilazione, firma, trasmissione e vidimazione virtuale
- Decreto direttoriale 143/2023: funzionamento dell’area dimostrativa
RENTRI e MUD: doppio binario fino al 2026
Uno degli aspetti più criticati è la convivenza tra RENTRI e MUD.
Nonostante la digitalizzazione dei registri e dei formulari, i soggetti obbligati devono ancora presentare annualmente il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, almeno fino al 31 dicembre 2026.
Questo genera un doppio adempimento che può portare a:
- errori di trascrizione o disallineamento tra dati
- confusione nella gestione dei flussi
- un aumento del carico burocratico per consulenti e imprese
I problemi che stanno emergendo nel 2025
Sulla carta il sistema RENTRI è definito nei dettagli: regole, strumenti, soggetti coinvolti.
Ma chi lavora ogni giorno con la gestione dei rifiuti sa che l’applicazione pratica è tutt’altro che semplice.
Nel 2025 continuano a emergere criticità concrete:
- software non sempre aggiornati o compatibili
- scarsa formazione interna, soprattutto nelle piccole aziende e nella PA
- difficoltà nell’accesso ai sistemi per mancanza di risorse
- dubbi operativi legati alle nuove scadenze e alla convivenza col MUD
Tutti elementi che rendono la gestione ambientale più complessa, anziché semplificata.
Riflessioni
Il nuovo art. 188-bis ha introdotto una logica diversa: meno carta, più responsabilità e tracciabilità immediata.
Ma nel 2025 non si può ancora parlare di sistema semplificato: convivenze normative, problemi di interoperabilità e ritardi nei software continuano a generare incertezze.
In questo contesto, il supporto di consulenti e figure tecniche esperte è spesso l’unica via per affrontare il cambiamento senza errori o sanzioni.
Conoscere bene l’articolo 188-bis significa sapersi muovere con competenza, non solo per adempiere, ma per gestire il processo con consapevolezza.
Se vuoi adeguarti al nuovo sistema o chiarire se la tua attività rientra tra i soggetti obbligati, possiamo aiutarti.
Ti supportiamo nell’iscrizione, nella configurazione operativa e nella formazione interna.