
Esclusi consorzi, micro agricoltori ed alcune attività professionali
La platea dei soggetti obbligati all’iscrizione al Rentri torna al centro del confronto istituzionale. In sede di esame della legge di bilancio, la commissione bilancio del Senato della Repubblica ha approvato una serie di emendamenti che riducono il perimetro degli operatori tenuti ad accreditarsi al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti.
Una scelta che incide su consorzi, piccole realtà agricole e alcune attività professionali, e che interviene su una delle questioni più discusse dalla nascita del Rentri.
Chi viene escluso dall’obbligo di iscrizione al Rentri
Gli emendamenti approvati prevedono l’esclusione dall’iscrizione alla piattaforma per alcune categorie ben definite. Rientrano tra i soggetti esonerati
- consorzi individuali e collettivi
- piccoli imprenditori agricoli con volume d’affari annuo inferiore a 8.000 euro
- attività professionali come centri estetici, tatuatori e studi dentistici non organizzati in forma d’impresa
Per questi operatori viene meno anche l’obbligo di versare il contributo annuo previsto dal sistema, che negli ultimi mesi aveva sollevato molte perplessità tra le associazioni di categoria.
Il nodo normativo che ha portato alla revisione
La modifica nasce da una criticità nota da tempo. La disciplina del Rentri aveva esteso l’obbligo di iscrizione anche a soggetti che, secondo il Testo Unico Ambientale, beneficiano di deroghe nella gestione della tracciabilità dei rifiuti.
In base alla normativa ambientale vigente, alcune categorie possono assolvere agli obblighi documentali senza tenere il registro di carico e scarico. Per i consorzi valgono evidenze documentali alternative, mentre per micro imprese agricole e attività professionali è sufficiente conservare formulari e documenti di conferimento per almeno tre anni, anche in presenza di rifiuti pericolosi.
Questo disallineamento aveva prodotto una situazione paradossale. Iscrizione obbligatoria al Rentri e pagamento del canone, senza un reale flusso di dati da trasmettere alla piattaforma.
Il ruolo del Ministero dell’Ambiente
La revisione del perimetro dei soggetti obbligati trova origine anche nelle indicazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che già nelle prime fasi dell’iter parlamentare aveva espresso apertura verso una correzione della norma.
Alcune proposte iniziali erano state giudicate inammissibili per ragioni procedurali, ma il confronto in commissione ha portato a un cambio di orientamento. Il risultato è l’approvazione degli emendamenti che riallineano il Rentri alle deroghe già previste dal quadro normativo nazionale.
Effetti immediati e tempi di applicazione
Dal punto di vista formale, le modifiche diventeranno efficaci con l’approvazione definitiva della legge di bilancio. Sul piano pratico, però, l’impatto è immediato.
Per molte piccolissime imprese artigiane l’obbligo di iscrizione al Rentri è scattato dal 15 dicembre. L’esclusione evita quindi l’avvio di adempimenti che sarebbero risultati onerosi e privi di utilità operativa.
Il nuovo fondo per le imprese del settore inox
Nel corso dello stesso esame parlamentare è stato approvato anche un ulteriore emendamento, questa volta a sostegno delle imprese industriali. La misura istituisce un fondo triennale da 35 milioni di euro annui dedicato ai produttori di acciaio inossidabile che utilizzano prevalentemente rottami ferrosi.
L’accesso al fondo è riservato alle aziende che impiegano materiali di riciclo in misura superiore al 90 per cento e producono acciai con specifiche composizioni di Nichel, Cromo e Molibdeno. Un intervento che riconosce il valore economico e ambientale delle filiere del riciclo metallico.
Cosa cambia per imprese e professionisti
La decisione del Senato riduce in modo netto l’area degli obblighi formali per realtà di piccole dimensioni e attività professionali, riportando coerenza tra Rentri e disciplina ambientale generale.
Per le imprese resta centrale il tema della corretta individuazione degli obblighi applicabili, che variano in base a tipologia di attività, volume d’affari e gestione dei rifiuti prodotti. Un’analisi puntuale consente di evitare iscrizioni non dovute e di gestire la tracciabilità nel rispetto delle regole vigenti.
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