
Con l’avvio della campagna MUD 2026 torna un dubbio che ogni anno riemerge tra imprese e consulenti ambientali. Le aziende che trasportano i rifiuti prodotti dalla propria attività devono essere considerate gestori di rifiuti ai fini della dichiarazione?
Le istruzioni di compilazione del MUD sembrano suggerire una risposta. Il Codice dell’ambiente utilizza però una logica diversa. Da qui nasce una sovrapposizione interpretativa che crea incertezza operativa.
Cosa dicono le istruzioni di compilazione del MUD
Nelle istruzioni ufficiali del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale la categoria dei gestori comprende i soggetti che svolgono operazioni di gestione dei rifiuti.
Rientrano tra questi:
- recuperatori
- trasportatori
- smaltitori
- soggetti che trasportano rifiuti derivanti dai propri prodotti
In questa impostazione anche le imprese che raccolgono e trasportano i rifiuti generati dalla propria attività possono essere ricondotte alle operazioni di gestione dei rifiuti.
Per alcune tipologie di rifiuti questo comporta specifiche comunicazioni all’interno del MUD, come nel caso di:
- veicoli fuori uso
- rifiuti di imballaggio
- rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche
Si tratta però di una classificazione utilizzata ai fini della dichiarazione MUD, che non coincide necessariamente con la definizione normativa di trasportatore prevista dal Codice dell’ambiente.
Cosa prevede il Codice dell’ambiente
Il riferimento normativo è l’articolo 212, comma 8, del D.Lgs. 152/2006.
La norma stabilisce che i produttori iniziali di rifiuti non pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei propri rifiuti, nonché i produttori iniziali di rifiuti pericolosi che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità non eccedenti trenta chilogrammi o trenta litri al giorno, non sono soggetti alle disposizioni previste per i trasportatori professionali.
Questo significa che il trasporto dei propri rifiuti non è considerato attività di trasporto svolta a titolo professionale e deve restare parte accessoria dell’attività dell’impresa.
L’impresa resta comunque tenuta all’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, ma attraverso la procedura semplificata prevista per la categoria 2-bis.
Due logiche diverse
La sovrapposizione nasce dal fatto che MUD e Codice dell’ambiente utilizzano categorie diverse.
Nel sistema del Codice ambientale il trasportatore professionale svolge attività di trasporto come attività economica autonoma. Il produttore che trasporta i propri rifiuti svolge invece un’attività accessoria.
Nel MUD il termine gestore viene utilizzato in senso più ampio per individuare chi effettua operazioni di gestione dei rifiuti ai fini della comunicazione annuale.
Questo diverso uso delle definizioni genera molti dubbi interpretativi.
Quando scatta l’obbligo di iscrizione al RENTRI
Il RENTRI, il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti, introduce un ulteriore livello di adempimenti.
Le indicazioni ufficiali chiariscono che i soggetti che raccolgono e trasportano i propri rifiuti ai sensi dell’articolo 212, comma 8 non devono iscriversi al RENTRI in quanto trasportatori.
L’eventuale obbligo di iscrizione resta invece legato alla qualifica di produttore.
In pratica il trasporto dei propri rifiuti non genera di per sé l’obbligo di iscrizione al RENTRI. L’iscrizione può essere comunque richiesta se l’impresa rientra tra i produttori soggetti agli obblighi del registro.
Rifiuti pericolosi e trasporto in proprio
Per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi la normativa consente il trasporto dei propri rifiuti entro il limite di 30 chilogrammi o 30 litri al giorno, collegando anche questa fattispecie alla disciplina dell’articolo 212, comma 8.
Su questo punto, però, il quadro normativo non è ancora definitivamente chiarito. Non esistono indicazioni ufficiali che stabiliscano con certezza se questi soggetti debbano o meno iscriversi al RENTRI in quanto trasportatori dei propri rifiuti pericolosi. Il settore attende ancora un chiarimento esplicito da parte del Ministero.
Perché le imprese si trovano in difficoltà
La difficoltà nasce dal coordinamento tra norme e istruzioni operative.
Il MUD utilizza una classificazione ampia delle attività di gestione dei rifiuti. Il Codice ambientale distingue invece in modo netto tra trasporto professionale e trasporto dei propri rifiuti.
Questa differenza non è sempre evidente per le imprese chiamate a gestire gli adempimenti ambientali.
La scadenza del MUD 2026
Per il MUD 2026 il termine di presentazione non è il consueto 30 aprile.
La pubblicazione della nuova modulistica in Gazzetta Ufficiale il 5 marzo 2026 ha fatto slittare la scadenza al 3 luglio 2026, cioè 120 giorni dopo la pubblicazione del modello.
FAQ – MUD 2026 e trasporto dei propri rifiuti
Chi è considerato gestore di rifiuti nel MUD?
Nel contesto del MUD sono considerati gestori i soggetti che effettuano operazioni di gestione dei rifiuti come recupero, trasporto o smaltimento ai fini della comunicazione annuale.
Un’impresa che trasporta i propri rifiuti deve iscriversi all’Albo Gestori Ambientali?
Sì. L’iscrizione avviene con procedura semplificata nella categoria 2-bis prevista dall’articolo 212 comma 8 del D.Lgs. 152/2006.
Trasportare i propri rifiuti significa essere un trasportatore professionale?
No. Il trasporto dei propri rifiuti è considerato attività accessoria rispetto all’attività principale dell’impresa.
Chi trasporta i propri rifiuti deve iscriversi al RENTRI?
Non in quanto trasportatore. L’obbligo può sussistere solo se l’impresa rientra tra i produttori soggetti agli obblighi del registro.
Qual è la scadenza per il MUD 2026?
Il termine per la presentazione è fissato al 3 luglio 2026.
Quali sono le sanzioni per errori o omissioni nel MUD?
L’omessa o incompleta comunicazione può comportare sanzioni amministrative comprese tra 2.000 e 10.000 euro.
Un tema ancora aperto
Il rapporto tra MUD, Codice dell’ambiente e RENTRI continua a generare dubbi applicativi.
Il trasporto dei propri rifiuti non equivale al trasporto professionale previsto dalla normativa ambientale. Tuttavia, nella pratica degli adempimenti annuali, le imprese devono confrontarsi con definizioni che non sempre coincidono.
Per questo motivo è sempre utile verificare con attenzione la propria posizione normativa prima di procedere con la compilazione del MUD.
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