Il linguaggio ambientale satura il mercato. Trovate claim come “green”, “ecologico” o “impatto zero” su ogni scaffale, sito web e catalogo. Spesso queste parole mancano di sostanza, dati verificabili o riferimenti specifici. Il D.Lgs. 30/2026 recepisce la direttiva europea 2024/825 e impone un nuovo metodo comunicativo. Le aziende devono cambiare approccio per garantire conformità normativa e proteggere la reputazione.
Cosa leggerai
ToggleCosa cambia con la nuova legge
Il decreto modifica il Codice del Consumo introducendo parametri rigidi per le dichiarazioni ambientali. La distinzione diventa netta (e obbligatoria) tra categorie specifiche:
- Messaggi supportati da prove concrete e accessibili.
- Dichiarazioni generiche prive di spiegazioni chiare.
- Etichette basate su sistemi di certificazione ufficiali.
- Comunicazioni ambigue che inducono il consumatore in errore.
Il rischio dei claim generici
L’uso di espressioni vaghe espone l’azienda a sanzioni e contestazioni. Definizioni come “prodotto sostenibile” o “100% green” spariscono dalla comunicazione priva di fondamenta tecniche. Il decreto punisce le seguenti condotte:
- Presentare benefici ambientali senza evidenze oggettive.
- Estendere il pregio ambientale di un singolo componente all’intero prodotto.
- Utilizzare etichette di sostenibilità non certificate da enti terzi.
- Promettere traguardi futuri senza un piano d’azione misurabile e verificabile.
La comunicazione deve seguire l’azione: non basta apparire ecologici, serve dimostrarlo.
Certificazioni e simboli sotto esame
Il testo vieta l’uso di marchi o icone di sostenibilità che non derivino da sistemi di certificazione riconosciuti. Anche la scelta di colori o grafiche che suggeriscono un valore ambientale inesistente costituisce un elemento critico. Le imprese devono revisionare packaging e materiali promozionali per eliminare ogni ambiguità visiva.
Durata, riparazione e tecnologia
La norma include la vita utile del bene. Le aziende hanno l’obbligo di chiarire la disponibilità dei ricambi e la facilità di riparazione. Nel settore tecnologico, il decreto monitora gli aggiornamenti software (evitando che compromettano le prestazioni o forzino l’acquisto di nuovi dispositivi). Sono vietate le pratiche che spingono alla sostituzione prematura di componenti ancora funzionanti.
Obblighi per l’e-commerce e scadenze
Chi vende online deve esporre con chiarezza la garanzia legale, le garanzie commerciali di durabilità e le modalità di assistenza. La trasparenza riguarda l’intero processo post-vendita.
- Entrata in vigore: 24 marzo 2026.
- Applicazione pratica: 27 settembre 2026.
Le imprese hanno pochi mesi per analizzare siti web, schede prodotto e contratti. Il provvedimento colpisce chiunque utilizzi messaggi ambientali nella propria strategia commerciale, dai grandi marchi alle aziende di servizi nel settore dei rifiuti e dell’economia circolare. Il rigore nella comunicazione diventa un requisito operativo imprescindibile.
Babilonia affianca imprese e professionisti nella lettura degli obblighi ambientali e nella verifica della conformità normativa legata a comunicazione, gestione documentale e adempimenti.
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